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Ecosistema forestale

Quello che colpisce dell’estremamente vario paesaggio della Riserva San Massimo è l’imponenza della foresta naturale che si sviluppa senza soluzioni di continuità per circa 400 ettari. Ontani neri, querce, pioppi e salici crescono a ridosso dell’antico terrazzo fluviale del Ticino, su un terreno solcato da fossi, lanche e paludi.

Si tratta di una foresta igrofila, un “unicum” su scala internazionale per caratteristiche ecologiche, faunistiche, botaniche e, più nello specifico, per l’alta diversità strutturale del suo soprassuolo e la complessità delle funzioni biologiche cui adempie.

Questo grande e suggestivo ecosistema forestale, con i campi che lo circondano, costituisce l’Azienda Agricola Riserva San Massimo, porzione di territorio divenuta Sito di Interesse Comunitario (SIC IT2080015) nel 2004 e successivamente Zona di Protezione Speciale (ZPS).

La scelta di tutelare questo luogo espressa dalla Comunità Europea, dovuta all’eccezionalità dell’habitat che ospita, ben si sposa con le intenzioni di salvaguardia della biodiversità che da anni sono alla base dei progetti, degli interventi e di ogni singola attività compiuta dalla proprietà, che dedica attenzioni costanti, tempo e ricerche al miglioramento del contesto ambientale nel suo insieme.

Da più di 10 anni sono piantumati oltre 80 km lineari di alberi da frutto a maturazione differenziatameli, peri, pruni, ciliegi, albicocchi – che crescono in modo completamente naturale, lungo le carrarecce e le bordure dei campi coltivati. Dimostrazione di un perfetto ciclo naturale, i frutti vengono lasciati in loco, arricchendo il terreno di sostanze nutrienti naturali e incrementando le risorse alimentari per i molti animali selvatici della Riserva, e per gli uccelli migratori che ogni anno transitano sulla Pianura Padana.

Recentemente, sempre in linea con gli obiettivi di sostenibilità richiamati dalle politiche agricole comunitarie, l’Azienda Agricola San Massimo ha realizzato un progetto di piantumazione di 5.000 piante baccifere a bordura dei campi di riso: Rosa canina, Viburnum opulus, Prunus spinosa, Crataegus monogina, Rhamnus catharticus, Cornus sanguinea, Ligustrum vulgare.

La Riserva inoltre con la sua biodiversità è il contesto ideale per la produzione biologica di miele di Acacia e Millefiori. Il processo è totalmente naturale e le api non vengono sfruttate: il miele di edera viene lasciato nelle arnie affinché se ne nutrano durante l’inverno e solo un 70% di quello d’acacia e millefiori viene prelevato.

Obiettivi agroambientali

Gli obiettivi concreti sui quali sta lavorando la Riserva San Massimo a livello agroambientale, sono:

  • il mantenimento delle attività agricole, sia per il loro valore di memoria materiale e quindi storico-culturale, sia per le ricadute positive, oggettive, che l’attività agricola a basso impatto determina a livello ambientale, nonché faunistico.
  • Il consolidamento di una attività silvicolturale volta a conservare la preziosa diversità forestale e biocenotica, e in specifico a valorizzare le fustaie di ontano nero, i cedui di ontano, alla trasformazione dei robinieti in boschi mesofili, alla valorizzazione delle zone ecotonali per le loro funzioni di miglioramento della diversità ecologica e faunistica.
  • L’aumento della decomposizione della materia organica naturale che trasferisce al terreno sostanze nutrienti quali funghi e microorganismi per favorire un accrescimento sano della pianta migliorando la durezza del chicco.