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L'acqua, linfa vitale

All’interno della Riserva San Massimo, un elemento naturale, l’acqua, è vera e propria linfa vitale. La Riserva si trova all’interno della Valle del Ticino, una realtà estremamente rara dal punto di vista paesaggistico. Il fiume che le dà il nome infatti è uno dei pochi corsi d’acqua di pianura ancora in grado di “divagare”, cioè modificare il proprio percorso dando vita a piccole diramazioni, lanche, stagni e tantissime “zone umide” temporanee.

Inoltre, il territorio è ricco di risorgive: dai ghiacciai delle Alpi, attraversando terreni di natura molto diversa, l’acqua emerge in superficie costretta dall’incontro con le terre impermeabili della bassa pianura Padana.

Nella Riserva le polle, le risorgive, sono 44. L’acqua qui sgorga purissima, limpida e ricca di sali minerali. Vanta una temperatura costante (9°-12°) e una portata sufficiente a mantenere in vita, in ogni stagione, il substrato vegetativo presente all’interno delle aree boschive. Questa acqua, che si arricchisce delle sostanze organiche che incontra attraversando i 400 ettari di foresta e il ricco terreno torboso della Riserva San Massimo, finisce la sua corsa allagando le risaie in modo naturale.

L’Azienda gode di una totale autosufficienza idrica. L’acqua approvvigiona tutti i campi, raggiungendo ogni terreno coltivato in modo diretto, e dunque sempre ugualmente pura e ricca di sostanze organiche.

Non solo. L’inesauribile riserva d’acqua di cui gode l’Azienda, permette a molte specie animali di portare a termine il proprio ciclo vitale anche in casi di siccità e garantisce la presenza di tantissime rane nei campi, che contrastano in modo naturale il punteruolo d’acqua, un coleottero che mangia le radici del riso.

I fontanili, inoltre, garantiscono la vitalità e la mobilità di specie ittiche, anfibie, insetti e uccelli, sia nidificanti che svernanti.

Risorgive e fontanili

Nel punto di incontro tra terreno permeabile e impermeabile, fra alta e bassa pianura, l’acqua sotterranea è portata a riaffiorare, dando vita alle cosiddette risorgive. Questi punti di emersione, determinati da cause naturali legate alla struttura del sottosuolo, vengono comunemente chiamati sorgenti se la “venuta a giorno” dell’acqua capita in corrispondenza di scarpate, polle se l’affioramento si trova a livello del piano di campagna.

La temperatura costante e la ricchezza di sostanze minerali dell’acqua delle risorgive (9-12°C in tutte le stagioni) determina zone di microclima fresche d’estate e tiepide d’inverno e isole ricche di biodiversità.

I fontanili devono invece la loro origine all’intervento dell’uomo. Si tratta di vasche di raccolta d’acqua realizzate nel terreno, generalmente a scopo irriguo, scavando in prossimità delle falde acquifere non affioranti oppure progettate sfruttando come punto di partenza una risorgiva esistente.